Sopravvivere alle emozioni
- David Scaroni
- 16 giu
- Tempo di lettura: 5 min
Ogni violinista, nel corso degli anni della sua preparazione strumentale, prima o poi si imbatterà in composizioni che rappresentano veri pilastri e punti di riferimento della letteratura violinistica di tutti i tempi.
Successe a tutti di ritrovarsi sul leggio pagine come i 24 Capricci di Paganini o le Sei Sonate per Violino Solo di Eugéne Ysaye, oppure ancora i concerti per violino di Tchaikovsky o Brahms o Le Quattro Stagioni di Antonio Vivaldi solo per fare qualche esempio.
Va detto però che vi è un autore che più di tutti va assolutamente affrontato quanto prima e coltivato non solo negli anni della formazione bensì per tutto il corso della vita di un musicista. E questo non soltanto per la sua difficoltà tecnico/strumentale e interpretativa ma perché ogni volta che si affronta una sua composizione si scoprono nuovi elementi e spunti musicali ed il bello è proprio entrarci dentro e ogni volta viverli appieno.
Naturalmente sta parlando di Johann Sebastian Bach e delle celebri Sonate e Partite per Violino Solo.
È da poco uscito un libro, scritto da un mio carissimo amico, che tratta una pagina immortale tratta da queste composizioni bachiane ovvero la famosissima Ciaccona tratta dalla Partita II in Re Minore BWV 1004.

L'opera si intitola “Sopravvivere alle emozioni – La Ciaccona di Johann Sebastian Bach e il ruolo dell’interprete” ed è stata scritta da Giovanni Battista Scarpa, violinista veneziano, docente di violino o per meglio dire un vero didatta che ha studiato fra gli altri con Enzo Porta da cui, come dice lui stesso, ha imparato a “diventare un musicista che suona il violino”.
Nel suo lavoro affronta magistralmente questa composizione analizzando praticamente ogni variazione con una disamina coerente, semplice ma molto approfondita.
In questo libro, di cui consiglio vivamente la lettura, si possono trovare inoltre cenni storici e una profonda riflessione personale a conclusione di questa stesura.
Dopo averlo letto ho contattato Giovanni e abbiamo fatto una breve chiacchierata nella quale gli cui ho posto poche domande per soddisfare alcune mie curiosità.
È con piacere che riporto di seguito la nostra conversazione certo che potrà dare uno spunto di riflessione a tutti coloro che vorranno continuare a leggere fino in fondo questo post e successivamente sfogliare il suo libro.
- Caro Giovanni, in questo piacevolissimo libro hai affrontato una delle vette più alte, se non la più alta, di tutta l’arte strumentale di Johann Sebastian Bach ovvero la Ciaccona dalla Partita II BWV 1004 per violino solo. Quale è stata la motivazione principale che ti ha spinto a dedicarti a questo importante stesura?
Hai già detto tu il motivo, anche se direi che la Ciaccona è una delle vette più alte non solo della poetica bachiana bensì della storia della musica in senso globale. La Sonate e Partite per Violino Solo di Johann Sebastian Bach stanno allo studente di violino come la Divina Commedia di Dante Alighieri sta allo studente di letteratura italiana, come scrive Giuliano Bellorini in un testo di assoluto riferimento (1); la Ciaccona rappresenta un unicum imprescindibile per ogni violinista. Ho voluto basarmi su questo monumento per riflettere su aspetti peculiari che riguardano l’esecutore musicale.
(1) Giuliano Bellorini, Sergio Bianchi, Carlo De Martini, Le Sonate e Partite per violino solo di J.S. Bach. Storia, analisi e prassi esecutiva, Padova, Armelin, 2018.
- Il titolo del tuo libro, “Sopravvivere alle emozioni” desta davvero molto interesse. Ti andrebbe di spiegare in pochissime parole - naturalmente non svelando troppo di quanto si potrà leggere fra le pagine - il significato di questo titolo?
L’esecutore musicale è nel paradosso di dover emozionarsi ed emozionare, mantenendo intatte le capacità tecniche; ma in realtà… qualsiasi individuo vive quotidianamente questo paradosso…
- Ricordo che ormai diversi anni fa mi accompagnasti in un concerto solistico con orchestra e in un determinato passaggio del brano, che chiaramente non riuscivo ad eseguire privo di sbavature, mi dicesti con prontezza: “Ti muovi bene ma nel momento sbagliato…”
Ricordo che questo mi fece molto pensare e ragionare sulla mia fisicità sul violino.
Nella Ciaccona di Bach, e nella musica in generale, quanto è importante per te la fisicità dell’esecutore? Il corretto movimento fisico e il respiro stesso del violinista nell’eseguire un’opera che rilevanza ha a tuo avviso per una corretta emissione sonora?
"La partita attraverso il ritmo condivide con la danza il senso del corpo."
Questa frase nel primo capitolo esplicita la mia attenzione al tema della ‘fisicità dell’esecutore’. La musica si realizza nel movimento e induce al movimento. Il respiro determina il movimento.
La Ciaccona conserva e mette a disposizione il patrimonio musicale legato alla danza; la danza è movimento, la danza è respiro. Anche per questo motivo la Ciaccona è un modello di riferimento per ogni violinista.
Nella Ciaccona il movimento è governato da un archetipo musicale: l’ostinato. Il movimento che conduce al costante ‘ritorno alla tonica’ è strettamente connesso alla memoria del sé; esecutore e ascoltatore ne sono coinvolti all’unisono specchiandosi nella loro memoria.
- Dopo aver letto questo tuo libro mi rendo conto che siamo unanimi nel pensare che la Ciaccona è realmente un continuo flusso di sensazioni ed ogni variazione è caratterizzata, con le sue complessità tecnico/strumentali, da umori in continua evoluzione. In circa quindici minuti di musica si possono chiaramente incontrare sensazioni di dolore, rassegnazione, turbamento, collera e calma, gioia o serenità… Per questo ogni esecuzione cambia a seconda dell’esecutore e degli stati d’animo interni che riesce e può trasmettere con la sua interpretazione. Che ne pensi?
L’esecutore agisce al di sopra del ‘flusso di emozioni’, è l’interprete ovvero il garante fisico del passaggio da compositore ad ascoltatore. Tale passaggio è tutt’altro che neutro poiché la personalità e il pensiero dell’interprete tarano i vari livelli di intensità del testo musicale; l’esecutore governa le scelte interpretative nell’estemporaneità di ogni esecuzione in pubblico che per mille ragioni è sempre unica e irripetibile. Allo stesso tempo in sala d’incisione l’interprete ha la possibilità di ‘cristallizzare’ il suo modello ideale di esecuzione di un brano.
Quante esecuzioni memorabili della Ciaccona sarebbero da menzionare? Fortunatamente innumerevoli!
- La Ciaccona di Bach è una composizione mastodontica che occorre studiare più e più volte nell’arco della vita per comprenderne realmente il peso artistico. Che suggerimento puoi dare ad un giovane violinista che si approccia per la prima volta a queste pagine sublimi?
Per il violinista la Ciaccona è uno specchio a cui rivolgersi per misurarsi nella solitudine dell’interprete; al tempo stesso è una finestra per osservare l’universo degli altri interpreti. Non esiste l’esecuzione migliore, non esiste l’esecuzione insuperabile. Chi si approccia a questo capolavoro deve continuamente stupirsi di quanto sia affascinante osservarlo, studiarlo, suonarlo e ascoltarlo.
Inquadramento storico, analisi, ricerca stilistica ed eventuali suggestioni extramusicali sono solo la base su cui impostare il proprio individuale legame con la Ciaccona, nel contesto intersoggettivo delle esecuzioni e delle interpretazioni.
Il libro è stato pubblicato da Zecchini Editore ed è acquistabile su Amazon o direttamente sul sito dell’editore con la possibilità di usare il codice sconto SC5.
Riporto di seguito il sito: https://www.zecchini.com/sopravvivere-alle-emozioni-

Si può seguire Giovanni Battista Scarpa e la sua attività tramite la sua pagina Instagram (@g.b.scapa) e sul suo canale YouTube dove si potranno visionare interessanti video pieni di consigli tecnico strumentali.
Link YouTube: htpps://www.youtube.com/@Violinlesson-Venice
Alla prossima, buona musica a tutti!



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